L’autore del quarto Vangelo e dell’Apocalisse, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo maggiore, venne considerato dal Sinedrio un incolto. In realtà i suoi scritti sono una vetta della teologia cristiana. Gesù chiamò lui e il fratello “figli del tuono”. Egli si definisce semplicemente “il discepolo che Gesù amava”. Assistette alla Passione con Maria e con lei, secondo la tradizione, visse a Efeso. Qui morì tra fine del I e inizio del II secolo, dopo l’esilio a Patmos.
Ne facciamo memoria con il dipinto del 1598 di Ernst Van Schayck, che ritrae il santo nell’isola di Patmos, proveniente dalla chiesa soppressa di San Giuliano.