Saluto all’Immagine della B.V. del Piratello – cattedrale di Imola

Cari fratelli e sorelle che siete accorsi anche quest’anno a salutare, ad accompagnare e ad accogliere nella cattedrale l’immagine della B.V. del Piratello, permettete che mi rivolga a Lei direttamente, interpretando i sentimenti comuni.

Nostra Madre e Regina, questa sera ci paragoniamo all’apostolo Giovanni, il discepolo che Gesù amava. Egli si trovava accanto a te, ai piedi della croce sulla quale tuo Figlio stava morendo e udì quelle supreme parole: «Donna, ecco tuo figlio. Ecco tua madre». E da quel momento – nota lui stesso – ti prese con sé, nella sua casa.

Anche noi questa sera ti riceviamo nella nostra casa comune, la cattedrale; ti riceviamo nella antica effigie che da secoli è per gli imolesi l’espressione dello sguardo particolare che Tu, Madre, rivolgi a questi tuoi figli. Ci hai attirato questa sera, ci hai riunito attorno a Te perché stando a fianco a fianco, gli uni accanto agli altri, possiamo comprendere sempre meglio che cosa significa far parte della Chiesa. Significa trattarsi da fratelli al di là della provenienza, della condizione sociale, dell’idea politica, dell’età; al di là anche delle nostre frequentazioni e delle nostre storie personali.

Alcuni di noi si ritengono a Te particolarmente vicini, altri si ritengono pecorelle smarrite, ma Tu sei sempre pronta ad accoglierci: tutti siamo tuoi figli, tutti, non importa se peccatori o sedicenti giusti, se in grazia di Dio oppure no. Tu hai ricevuto per questo il titolo di “Mater misericordiae”, nelle litanie che ti abbiamo appena cantato.

Cara Madre nostra, si è aperta per noi, con il tuo ingresso in questa casa di preghiera e di riunione, una settimana che può cambiare in meglio la nostra condizione, riavvicinandoci a Dio, riavvicinandoci tra noi.

Tentiamo di formulare quindi un proposito: venire a trovarti, in questi giorni, per godere della tua compagnia che ci rasserena e ci porta al ravvedimento dai nostri errori. Non solo: uscire con la tua immagine, nelle prossime sere, per farti passare lungo le nostre strade nelle diverse direzioni, farti passare davanti alle nostre case.

Percorrere le strade è rivivere le nostre storie, riconsiderare i nostri comportamenti, sentirsi risvegliare la coscienza degli errori compiuti, l’aspirazione ad andare dove Gesù vuole mandare noi, suoi inviati, a fare le opere buone che troppo spesso rinviamo per rispetto umano o per pigrizia.

Il tuo passare davanti a casa nostra poi, provochi l’apertura del cuore, l’attitudine all’accoglienza che cancella la diffidenza e l’egoismo.

Domenica prossima poi torneremo tutti insieme per salutarti e riaccompagnarti al tuo santuario.

Non ci proponiamo di fare una cosa difficile, però sappiamo che dovremo combattere dentro noi stessi con la pigrizia, la resistenza all’amore di Dio. Confidiamo di riuscire a far meglio, quest’anno: o Maria, che il tuo sguardo di Madre incontri quello di ogni imolese e gli cambi il cuore!