La stampa quotidiana ha dato notizia della registrazione di una bambina come figlia di due donne a Imola.
Non entriamo nel merito della legittimità o meno dell’atto del sindaco, che ha riconosciuto la dichiarazione di filiazione da parte non del padre ma di una persona di sesso femminile. Su di esso è stata chiesto il parere dell’Avvocatura dello Stato.
Ci pronunciamo su una più generale pretesa di manipolare l’istituto familiare che costituisce un primario bene comune dell’umanità e in particolare di intervenire in modo surrettizio sulle relazioni che costituiscono la famiglia nella sua pienezza, come appunto la filiazione e l’adozione.
Pensiamoci bene prima di generare confusione e arrogarci il diritto di intervenire sull’Istituto familiare, perché così facendo lediamo le fondamenta stesse della convivenza civile.
Mons.Tommaso Ghirelli – vescovo di Imola