Nonostante il “Liber pontificalis” lo dica “Damasus, natione Spanus, ex patre Antonio”, è più corretto considerare Roma come sua patria. Per una serie di elementi se ne può circoscrivere la nascita intorno al 305-306, mentre la data della morte è certa: 11 dicembre 384. Damaso divenne Papa nel 366, dopo la pace costantiniana. Si adoperò affinché la catacombe non cadessero in rovina e non fosse perduta la memoria dei martiri. Man mano che ne rintracciava le tombe, le ornava di poetiche epigrafi di sua composizione (ne possediamo sessanta, pervenuti nell’originale epigrafico e/o attraverso copie altomedievali del VII secolo, conservate in sillogi dei secoli VIII-XII). Convocò molti sinodi per difendere la fede nicena contro gli scismi e le eresie, inoltre incaricò san Girolamo di tradurre in latino la bibbia.
Ne facciamo memoria con un dettaglio del bel reliquiario a urna, che ne contiene alcune reliquie ossee, nel capitolo della cattedrale imolese (Bottega romana ?, sec. XIX, bronzo dorato, argento, malachite).