Siamo all’inizio del 2019 ma ci sono persone perseguitate e che perdono la vita per il solo fatto di essere cristiane. Nel bilancio che tutti gli anni l’agenzia Fides stila sui missionari morti nel mondo, si legge per il 2018: “sono stati uccisi 40 missionari: 35 sacerdoti, 1 seminarista, 4 laici. In Africa sono stati uccisi 19 sacerdoti, 1 seminarista e 1 laica (21); in America sono stati uccisi 12 sacerdoti e 3 laici (15); in Asia sono stati uccisi 3 sacerdoti (3); in Europa è stato ucciso un sacerdote”.
Sono quasi il doppio rispetto all’anno precedente quando la quota dei missionari morti per la fede ammontava a 23 unità. Basti pensare al racconto di suor Federica Farolfi ospitato nelle pagine missionarie del Nuovo Diario Messaggero dove documentava l’attacco terroristico avvenuto a inizio maggio a Bangui, nella parrocchia cattolica di Notre Dame di Fatima, nel quale hanno perso la vita 5 amici della comunità seguita dalle suore comboniane. Come si può vedere il problema esiste e tocca da vicino anche alcune delle nostre realtà.
La nota dell’agenzia Fides conclude sottolineando il lavoro e l’impegno di queste persone: “Anche quest’anno molti missionari hanno perso la vita durante tentativi di rapina o di furto, compiuti anche con ferocia, in contesti sociali di povertà, di degrado, dove la violenza è regola di vita, l’autorità dello stato latita o è indebolita dalla corruzione e dai compromessi, o dove la religione viene strumentalizzata per altri fini.
Ad ogni latitudine sacerdoti, religiose e laici condividono con la gente comune la stessa vita quotidiana, portando la loro testimonianza evangelica di amore e di servizio per tutti, come segno di speranza e di pace, cercando di alleviare le sofferenze dei più deboli e alzando la voce in difesa dei loro diritti calpestati, denunciando il male e l’ingiustizia. Anche di fronte a situazioni di pericolo per la propria incolumità, ai richiami delle autorità civili o dei propri superiori religiosi, i missionari sono rimasti al proprio posto, consapevoli dei rischi che correvano, per essere fedeli agli impegni assunti”.