Patriarca del monachesimo, è uno dei santi più amati e venerati dell’intero mondo cristiano. Ancora giovane vendette i beni paterni e si ritirò nel deserto a condurre vita eremitica, dove affrontò le tentazioni del demonio e sopportò le sue vessazioni. Avverso oppositore dell’eresia ariana, trascorse gli ultimi anni della sua esistenza in assoluta solitudine nel deserto della Tebaide, dove morì più che centenario.
Ne facciamo memoria con un bel dipinto autografo di Francesco L’Ange (Annecy, 1657 – Bologna, 1756), nella Chiesa di San Pietro apostolo di Casola Canina, donato nel 1724 dal priore Beccadelli alla chiesa.