«Voi, cari giovani, non siete il futuro. Ci piace dire: “Voi siete il futuro…”. No, siete il presente! Non siete il futuro di Dio: voi giovani siete l’adesso di Dio!». Così papa Francesco ha salutato gli oltre 700mila giovani che hanno invaso Panama la scorsa settimana per la XXXIV Giornata mondiale per la gioventù. Un attestato di stima enorme e l’invito a «non rimanere in sala d’attesa» con un «futuro ben costruito e ben impacchettato», ma «a metterti in gioco oggi».
Tra la folla di fedeli che hanno assiepato le strade della capitale anche Marco, Benedetta, Giuseppe e Giovanni, i 4 ragazzi della diocesi di Imola partiti ricchi di aspettative e domande per trascorrere due settimane abbastanza atipiche per un giovane d’oggi. Con loro don Samuele Nannuzzi, responsabile della Pastorale giovanile diocesana, che appena tornato in Italia ripercorre l’esperienza vissuta: «È stata una Gmg differente rispetto ad altri anni. C’era molto silenzio e più spazio per la preghiera, a tratti ricordava un ritiro spirituale. È evidente che tutta la santa sede stia lavorando per rendere questi momenti il meno dispersivi possibile, l’inversione di papa Francesco si tocca con mano e anche i ragazzi ne beneficiano».
E proprio i ragazzi sono stati i principali protagonisti dell’evento, aiutati anche dal fatto che la spedizione italiana non fosse troppo numerosa: «Il gruppo di Imola non si è chiuso, anzi si è creato un bel clima tra gente che non si conosceva – continua don Nannuzzi -. Alla base di tutto c’erano condivisione e libertà ed è capitato che qualcuno venisse da me per raccontarmi i suoi problemi personali: si percepiva stima e voglia di aiutarsi da parte di tutti». La Gmg di quest’anno si è innestata sulla via del sinodo dell’ottobre scorso e ha dato continuità al lavoro sui giovani che la Chiesa ha intrapreso da qualche tempo. Il santo padre, in primis, si è messo in ascolto delle richieste dei ragazzi per tentare di offrire un aiuto a chi lo richiede. «Ci sono stati un paio di temi venuti fuori nel dialogo con i ragazzi e che il papa ha toccato – conclude don Nannuzzi -. Questo significa che le domande dei giovani sono reali e importanti e in più vuol dire che il papa li ascolta. È interessante che un uomo così lontano da loro riesca a dar delle risposte così precise a dei problemi reali. Per me, invece, i discorsi del papa rappresentano un orientamento vocazionale: mi ha fatto intuire come proporre dei temi per la vita. È l’abbozzo di un inizio di cammino, le catechesi e le proposte che organizziamo devono essere ad un livello alto, quello richiesto da Francesco».
A livello di cronaca, nel 2022 la Gmg ritornerà nel vecchio continente… sono tutti invitati a Lisbona!