Consacrato sacerdote a Praga e divenuto predicatore di corte di re Venceslao, fu confessore della regina Giovanna di Baviera. Il re, sospettoso nei riguardi della moglie, si rivolse a Giovanni per conoscerne le confessioni, ma ricevette un rifiuto a rispondere. Nonostante le minacce, Giovanni si mostrò inflessibile: tale fermezza lo condannò, nel 1383, ad essere gettato nella Moldava.
Ne facciamo memoria con un dipinto che lo raffigura, nella Chiesa di Sant’Agata di Imola. Si tratta di una tela settecentesca derivata dal dipinto di analogo soggetto di Giuseppe Maria Crespi (Bologna, 1665-1746) nella chiesa di Santa Maria della Misericordia di Bologna.