“Come il sole, quando splende, dà un volto nuovo a tutte le cose, così la fede ci fa vedere le cose in una luce che le rende nuove. La certezza che la vita è un dono; la certezza che Dio ci è Padre e ci perdona e ha un’immensa fiducia in noi. Il nascere, il morire, il lavorare, il faticare, il soffrire, il gioire, tutto entra in un piano d’amore” (omelia, ottobre 1974). Don Angelo Ceroni, nato a Oltre il Colle nel 1923, matura la vocazione fin da bambino, accolta in famiglia con gioia, generosità e sostenuta anche in paese, quasi una vocazione accudita dall’intera comunità. Ordinato sacerdote nel 1948, segue a Imola monsignor Benigno Carrara, neo vescovo ausiliare: qui viene amabilmente soprannominato e prit curidor, il prete corridore, per il forte dinamismo con cui esercita il ministero.
La vita di don Angelo si intreccia, nella Chiesa in Imola, con quella dell’Azione Cattolica diocesana. Assistente nella Giac, con lui comincia l’esperienza dei campi estivi: incontra e accompagna intere generazioni di giovani. È in parrocchia, nella comunità di San Giacomo a Lugo, che don Angelo realizza in pienezza il proprio ministero, nel rapporto continuo e quotidiano con le persone, le famiglie, i giovani, pronto a prendersene cura, a crescere con loro. Diceva che l’Ac «è quello che ci vuole per la parrocchia» per costruire una parrocchia che sia «famiglia di famiglie». Sempre sereno e gioioso, capace di trasmettere questa serenità a chi gli era vicino, sapeva parlare con le persone: famose sono rimaste le novelle che raccontava, storie e favole usate per educare ed evangelizzare. A 70 anni, sorprende tutti chiedendo di partire missionario per la diocesi-sorella di Santo André a Sao Bernardo Do Campo in Brasile, dove resta fino alla sua morte nel 1999. Grati per il ministero di don Angelo, la parrocchia di San Giacomo e l’Ac diocesana lo ricordano nella messa che sarà celebrata giovedì 11 aprile alle ore 21 nella chiesa di San Giacomo a Lugo (Brozzi).