La santità: meta inarrivabile o strada da percorrere? Certamente ciascun uomo fatica a veder la sua vita affiancata a quella di un santo. Può trascorrere le giornate in maniera retta e giusta ma mai si potrebbe definire tale fino in fondo. Da questo punto di vista papa Francesco, con la pubblicazione dell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate, ha ribaltato la concezione secondo cui santo è chi non pecca. Ha invitato tutti i credenti a rivolgersi ai “santi della porta accanto”, frase tanto cara al santo padre per stimolare i cristiani ad aprire gli occhi, come a dir loro “guardate che i santi sono tra noi”. Beh, sono tra noi veramente. Nella cattedrale di Reggio Emilia da sabato 11 maggio fino a venerdì 7 giugno verrà allestita una mostra dal titolo Testimoni di luce in occasione della Giornata delle vocazioni. Un viaggio alla scoperta di dieci normalissimi uomini che hanno reso santa la propria vita. Tra questi anche Novella Scardovi (nella foto) – fondatrice della Casa d’accoglienza San Giuseppe e Santa Rita, oggi Casa Novella – di cui mercoledì 8 maggio si è ricordato il 23esimo anniversario dalla morte, avvenuta in un incidente stradale. Laici e religiosi, uomini e donne, figure diverse ma accomunate tutte dalla stessa chiamata. Perché, tra questi, proprio Novella? «Con la sua vita ha rappresentato la vocazione all’accoglienza e alla carità – sottolinea Fabiana Guerra, curatrice della mostra -. In più è una donna (sono sei le figure femminili e quattro quelle maschili nell’esposizione, ndr.) che nella sua vita ha intuito una svolta fondamentale». La sua conversione ha infatti dato molto frutto e la determinazione con cui ha portato avanti la sua vocazione ha fatto il resto. «Inoltre nella sua vita mi colpisce la collaborazione che ha avuto con suo marito Giuliano – continua Guerra – perché non ha creato divisione all’interno della famiglia seppur all’inizio immagino non sia stato semplice intraprendere la strada scelta». La particolarità della mostra risiede nel fatto che la curatrice non ha mai conosciuto nessuno dei dieci personaggi di cui parla. Una scelta precisa questa, che l’ha costretta ad intraprendere un lavoro certosino che va avanti da due anni. Girando tra le diocesi dell’Emilia Romagna è andata alla ricerca di quei testimoni che sanno raccontare bene le vite di queste persone. Così tra interviste e libri ha raccolto il materiale che poi ha trasformato nella mostra, anche se in cantiere c’è pure un libro. «Ho notato che non tutti hanno la sensibilità di cercare un testimone e averlo come modello. Oggi manca la cultura del testimone – conclude – e Novella rappresenta una bella figura da imitare, specialmente nel modo che aveva di affidarsi: una persona straordinaria nell’ordinario della vita».

Articolo scritto da Davide Santandrea su Il Nuovo Diario Messaggero n.20 del 9 maggio 2019