Saluti e ringraziamenti al termine dell’Ordinazione episcopale del 13 luglio 2019

La tradizione vuole che il nuovo vescovo, prima della conclusione del rito solenne di ordinazione, prenda la parola.
La mia vuole essere una parola carica di stupore, un inno di ringraziamento a Dio e di gratitudine per tutti voi.
Ho il cuore pieno di commozione per i tanti volti che ho incontrato negli anni del mio ministero e che oggi ho rivisto, con gioia, in questa stupenda cattedrale di San Cassiano.
Parola di gratitudine anzitutto al Signore, padre buono e misericordioso, che ha voluto chinarsi sulla mia persona per ricoprirla della sua grazia con il dono dell’episcopato. Sin da subito ho percepito come un segno potente che l’annuncio della nomina di Papa Francesco, che ringrazio di tutto cuore per la sua testimonianza e la sua paternità, sia avvenuto proprio il giorno della Festa della Visitazione, la Festa del Magnificat, la Festa che il Signore fa con coloro che rispondono Si alla Sua chiamata incredibile e che vedono con i propri occhi le meraviglie che Lui compie con chi si affida alla sua Grazia.
Ringrazio il Signore per i Vescovi qui presenti e per quelli che mi hanno assicurato il ricordo nella preghiera. Ringrazio Mons. Zuppi che mi ha ordinato e di cui ho sperimentato subito la grandezza della sua amicizia, Mons. Russo, il carissimo mio Vescovo e Mons. Ghirelli, che mi ha accolto subito con cuore grande. Un ricordo grande va a Mons. Giuseppe Fabiani di cui ricorre in questi giorni il trigesimo della morte. Un grazie particolare a Mons. Vecerrica per l’amicizia di oltre 30 anni così come quella di Mons. Bellandi, amici da una vita ed ora da appena una settimana Arcivescovo di Salerno.
Ringrazio Dio per gli insegnamenti ricevuti dal mio caro papà Adriano, che amo pensare tra le braccia misericordiose di Dio e di mia mamma qui presente insieme ai miei fratelli, sorelle e a tutti miei parenti. Ringrazio tantissimo mia mamma Marisa e mia sorella Maria Vittoria di avere accettato di stare qui con me e di condividere in tutto il mio cammino.
Ringrazio tutti i sacerdoti che mi hanno sempre accompagnato e i tanti che sono qui, anche da molto lontano, in particolare saluto e ringrazio uno ad uno tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose della Diocesi di Imola, i missionari, i diaconi, i seminaristi per la loro accoglienza e per la preghiera con cui hanno accompagnato l’attesa di questo giorno.
Un ringraziamento tutto particolare pieno di grande ammirazione va a tutti coloro che hanno reso possibile il bellissimo momento di oggi lavorando tanto e con dedizione. Penso ai cerimonieri, a tutto il personale della Curia, ai Cori, alla Consulta delle Aggregazioni laicali, al caro settimanale diocesano Il Nuovo Diario Messaggero e a tutti i volontari.
Un grandissimo ringraziamento a tutto il popolo di Dio accorso e visto che siamo ormai sempre più tecnologici, a tutti coloro che sono collegati in diretta web e possono gustare la bellezza di questo momento e pregare con noi. A questo proposito vorrei ringraziare e vorrei pregare per tutti gli anziani e per tutte le persone in disagio e sofferenza che sono spiritualmente in comunione con noi. Quante persone stanno offrendo la loro sofferenza per questo ministero e per il nuovo cammino di tutta la Diocesi di Imola!
Ringrazio il Signore per tutte le autorità civili e militari presenti, i parlamentari del nostro territorio, consiglieri regionali i Rappresentanti dei Prefetti di Bologna e Ravenna, i signori Sindaci delle Diocesi di Imola e Fabriano-Matelica con i loro Gonfaloni, le autorità militari e i numerosi e qualificati rappresentanti della società civile che avrò anche occasione di incontrare personalmente, perché hanno voluto onorare con la loro presenza la Chiesa di Imola, oggi in festa per il dono di un Vescovo.
Ringrazio della loro presenza i Rappresentanti della Chiesa Ortodossa, delle Comunità protestanti e delle fedi non cristiane del nostro territorio per la fraterna vicinanza. La vostra presenza richiama la Chiesa di Cristo all’impegno continuo e urgente dell’unità.

Carissimi, ho sempre avuto consapevolezza che la Chiesa è costituita dal popolo Santo di Dio e dai Santi che ci hanno preceduto.
Il mio ringraziamento va anzitutto al Servo di Dio don Luigi Giussani, che mi e stato padre e maestro nella fede ed al grande amico il Servo di Dio Enzo Piccinini il cui 20° anniversario cadeva proprio nel giorno in cui il Papa mi ha nominato. Giussani ed Enzo mi hanno insegnato a “mettere il cuore in tutto quello che si fa” ed arrivando in questa meravigliosa terra di Romagna ho scoperto che hanno vissuto con questo cuore tanti e tanti fratelli della nostra diocesi la cui memoria è ancora viva fra noi.
Tra i tanti voglio ricordare don Marco Morelli, madre Margherita Ricci Curbastro, don Carlo Cavina, madre Teresa Fantoni, Madre Lucia Noiret, Madre Maria Tribbioli, Madre Maria Zanelli, Don Giuseppe Mazzanti, fondatori di ben cinque congregazioni religiose sorte nella nostra diocesi negli ultimi due secoli, ed inoltre don Angelo Bughetti, il padre della gioventù imolese, dei poveri e degli orfani.
E come non ricordare i due grandissimi pontefici Pio VII e Pio IX, entrambi vescovi di Imola prima di divenire successori di Pietro! Il secondo è già Beato, per il primo è in corso a Savona il processo di beatificazione.
E carissimi al mio cuore sono i due monasteri di clausura della nostra Diocesi: le clarisse di Santo Stefano ad Imola e le domenicane della Trinità a Castel Bolognese.
Sono molto contento di venire in questa terra di Romagna, che è la terra della passione e dell’amore schietto e generoso, come ricorda una strofa del bell’inno Romagna mia:

“tu sei la stella, tu sei l’amore…                                  

lontan da te non si può star”

 Dilettissimi fratelli e sorelle, sento il calore del vostro affetto e con tutto il cuore lo ricambio. Permettetemi di farlo con le mie prime parole nel vostro – anzi nel nostro – bel dialetto romagnolo:

 “ AV VÒI  BELA  CHE  BÈ’ (con la è fonica aperta)“: VI VOGLIO GIÀ BENE!!!

 Grazie a tutti!

2019-07-15T11:38:16+00:00