Il pensiero di monsignor Ghirelli nel giorno del 75° compleanno

Per decisione del Concilio vaticano II°, il 75° compleanno dei vescovi è diventato il confine tra la vita attiva e la vita ritirata dell’anziano che – sgravato di vari doveri – può dedicarsi ad attività elettive (ovviamente nei limiti del tenore di vita consentitogli dall’assegno mensile di pensione e dagli eventuali risparmi accumulati). In questo giorno, mi sento guardato con un misto di curiosità, di speranza e perfino con una punta di invidia. È vero, sono ancora in salute, ma come scegliere tra le possibili attività? In passato, si dava più valore alla saggezza e ci si rivolgeva frequentemente agli anziani per consiglio; oggi invece si pensa di preferenza a godersi la vita e quindi ai vari modelli di consumo; si è portati a chiedersi anzitutto come l’anziano spenderà il suo tempo e i suoi soldi. È il trionfo dell’individualismo, da cui si ricavano delusioni e insoddisfazione. Sarebbe moralistico sostenere che la vita viene gustata veramente nella misura in cui la si dona? Qui sta il punto per me: intercettare i bisogni del prossimo e rispondere secondo le mie possibilità e capacità, facendo non tanto quel che mi piace quanto quello di cui sono richiesto e sono capace. Disponendo di maggior tempo, penso di dedicarmi anzitutto alla preghiera e a ciò che la nutre: la riflessione, la lettura, l’ascolto. È vero che ci si stanca di più rispetto a quando si era giovani, ma si è facilitati dall’esperienza e dall’allenamento. Non dimentico poi che la preghiera è in se stessa una grazia, un dono da chiedere e di cui essere grato. Dopo verrà la vita di relazione: dedicherò più tempo ai confratelli, ai parenti e agli amici, nel rispetto di una certa gerarchia di doveri ma con spontaneità, senza preoccuparmi troppo di eventuali gelosie. Non è possibile far bene per tutti. Se potrò scegliere, mi occuperò preferibilmente dei lavoratori e delle loro comunità, le aziende. Ovviamente, non potrò dimenticare nessun imolese, anche perché alla Chiesa di Imola rimango legato come vescovo emerito. Infine, avrò riguardo per il riposo, sapendo che con l’avanzare degli anni il recupero delle energie fisiche e mentali avviene sempre più lentamente; le abitudini perciò vanno modificate, sottraendosi al mito dell’efficienza. Cari amici, vi ho comunicato questi semplici pensieri perché vi siete stretti attorno a me con affetto nel giorno del mio compleanno. Accettateli come il dono di un povero. È stato detto che nessuno è tanto povero da non avere proprio nulla da offrire. Non sapendo ricambiare adeguatamente il vostro affetto, mi sento povero, ma almeno vi apro il mio animo con sincerità. A dire il vero, in questo giorno sono presenti nel mio animo anche altri pensieri: quello del Padre e Creatore che da sempre mi ama e vuole farmi felice; quello dei miei genitori terreni, tanto virtuosi e pazienti; poi il pensiero dei miei peccati e del Signore Misericordioso, al quale ricorro attraverso la Chiesa, impersonata nella sua santissima Madre; infine il pensiero della risurrezione finale, tanto arduo quanto indispensabile. Ma in tutti questi pensieri mi perderei, se volessi esporli. Prendendo a prestito le parole niente meno che da Giacomo Leopardi, concluderò quindi così: «e il naufragar m’è dolce in questo mare».

Monsignor Tommaso Ghirelli

2019-08-09T09:47:56+00:00