ALCUNE NOTE SULLE ESEQUIE

Desidero ricordare alcune note importanti circa la celebrazione delle esequie alla presenza delle Ceneri dei defunti e il rinnovato invito di sepoltura delle ceneri dei defunti presso i cimiteri:

1. La Chiesa continua a preferire e raccomandare la pia consuetudine della sepoltura dei corpi, poiché con essa si mostra maggiore stima verso i defunti; tuttavia non si oppone alla cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla fede cristiana (cfr. Premesse generali del nuovo Rito delle Esequie, LEV 2011, ai n. 15).
2. Per la celebrazione delle Esequie in generale ed in particolare per quelle celebrate in caso di cremazione è obbligatorio l’utilizzo del nuovo Rito delle Esequie seconda edizione “tipica per la lingua italiana e ufficiale per l’uso liturgico” approvato dalla Conferenza Episcopale italiana il 2 novembre 2011 (cfr. Appendice del nuovo Rito delle Esequie, LEV 2011, ai nn. 165-191).
3. In via eccezionale, secondo quanto suggerisce la Rubrica del nuovo Rito delle Esequie del 2011 alla nota 180, solo per questo periodo di pandemia “Covid-19”, si concede la possibilità di Celebrare la S. Messa di suffragio con il Rito delle esequie, oppure la sola Celebrazione esequiale nella Liturgia della Parola, alla presenza delle ceneri dei propri Defunti, a cremazione già avvenuta e quando è stato impossibile celebrare le esequie.
4. Sono inoltre a ricordare le diciture per ciò che deve essere trascritto nel Registro parrocchiale dei Defunti ( cfr. can. 535, al n.1 e can. 1182 del CIC) con la seguenti trascrizioni: “ la salma dopo le esequie è stata cremata e le ceneri sono state deposte nel cimitero di______________”; oppure: “ le ceneri dopo le esequie sono state deposte nel cimitero di______________”.)
5. Sono anche a riprendere quanto è stato sottolineato dalla nostra Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna nel Testo allegato al Calendario Liturgico Regionale 2020 “Cristo nostra speranza. Orientamenti pastorali sulla celebrazione delle Esequie cristiane” alle pagine 2 e 3 nella nota annessa al n. 4: “Nell’Istruzione Ad resurgendum cum Christo della Congregazione per la Dottrina della Fede (15 agosto 2016), ai nn. 6-8 si legge: “6. Per i motivi sopra elencati, la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita. Soltanto in caso di circostanze gravi ed eccezionali, dipendenti da condizioni culturali di carattere locale, l’Ordinario, in accordo con la Conferenza Episcopale o il Sinodo dei Vescovi delle Chiese Orientali, può concedere il permesso per la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica. ( ad es. dove sussista un luogo di suffragio pubblico già eretto). Le ceneri, tuttavia, non possono essere divise tra i vari nuclei familiari e vanno sempre assicurati il rispetto e le adeguate condizioni di conservazione.
7. Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione.
8. Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto»”.

Auspico infine, che tali Disposizioni contribuiscano alla Celebrazione delle Esequie nello spirito dell’autentica fede e della speranza cristiana fondate sulla Resurrezione del Signore Gesù e che favoriscano il consolidamento della dimensione comunitaria della medesima celebrazione nonché l’uniformità liturgica in questo periodo di pandemia nel territorio della nostra Diocesi di Imola.

Giovanni Mosciatti
Imola, 6 maggio 2020
Mercoledì della IV Settimana di Pasqua