Di nobili natali, desiderando di appartenere all’Ordine Domenicano, rifiutò le nozze e vestì, a quindici anni, l’abito di terziaria domenicana, serbandolo fino alla morte. Dedita alla carità, oltre che ai doveri che il suo rango non le risparmiava, ricevette doni soprannaturali: lo sposalizio mistico, l’incoronazione di spine, le stimmate (visibili, però, come semplice turgore, infine la trafittura del cuore che divenne il suo emblema iconografico. Il corpo della beata è custodito e venerato nel Duomo di Mantova. Il culto fu permesso da Leone X e Innocenzo XII, nel 1694, e la festa collocata 18 giugno, anniversario della morte.
Ne facciamo memoria con il bel dipinto di Girolamo Donnini (preparatorio per la sua tela custodita nel Palazzo Ducale di Mantova), che la raffigura. 
Si trova nella IV sala dell’appartamento rosso del Museo Diocesano di Imola.

 

MV