Nella solennità dell’Epifania si rinnova la devozione degli imolesi all’immagine del Gesù Bambino della chiesa dei Santi Nicolò e Domenico.
Dopo la messa delle 12 di domani, 6 gennaio, secondo una concessione del 1564 poi confermata in perpetuo da San Pio X nel 1911, sarà impartita la benedizione papale con l’indulgenza plenaria.
La devozione degli imolesi per l’immagine del Gesù Bambino risale al XIV secolo, quando i padri domenicani del convento situato nel centro della città ne diffusero il culto.
La piccola statua in legno venne profondamente restaurata, quasi trasformata, nel 1817 ed assunse le attuali fattezze. Come scrisse il canonico Bedeschi, ultimo parroco priore di San Domenico, «un misto di sorriso e di tristezza insieme emana dal piccolo volto, roseo e leggermente paffuto, che induce al primo sguardo ai sentimenti della più tenera e fervorosa devozione».
Nei secoli l’immagine venne portata (unica fra tutte le immagini sacre della città) presso ammalati gravi, specialmente bambini, e non mancarono grazie e prodigi. Imola pregò il Santo Bambino in occasione di epidemie e pestilenze nel 1817, 1838, 1855 e 1863; per questo la festa del Gesù Bambino acquista, in questo contesto della pandemia, un significato particolare.