Una preghiera per ricordare le vittime delle tragedie che continuano a verificarsi nel Mediterraneo. Raccogliendo l’invito espresso dalle parole pronunciate da papa Francesco il 13 giugno e il 20 giugno durante la preghiera dell’Angelus, la Conferenza episcopale italiana ha lanciato la proposta di leggere in tutte le parrocchie una preghiera dei fedeli per i migranti e per tutti coloro che hanno perso la vita in mare. «Il Mediterraneo – ha detto il papa il 13 giugno – è diventato il cimitero più grande dell’Europa», aggiungendo nella domenica successiva: «Apriamo il nostro cuore ai rifugiati; facciamo nostre le loro tristezze e le loro gioie; impariamo dalla loro coraggiosa resilienza!”». Da qui l’invito del segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo: «Di fronte a questo dramma, su impulso delle presidenza della Cei, viene rivolto un invito alle comunità ecclesiali: non dimenticare quanti hanno perso la loro vita mentre cercavano di raggiungere le coste italiane ed europee.
La proposta è quella di leggere in tutte le parrocchie la seguente preghiera dei fedeli, domenica 11 luglio, in occasione della festa di San Benedetto patrono d’Europa: “Per tutti i migranti e, in particolare, per quanti tra loro hanno perso la vita in mare, naviganti alla ricerca di un futuro di speranza. Risplenda per loro il tuo volto, o Padre, al di là delle nostre umane apparenze e la tua benedizione accompagni tutti in mezzo ai flutti dell’esperienza terrena verso il porto del tuo Regno.
Al cuore delle loro famiglie, che non avranno mai la certezza di ciò che è successo ai loro cari, Dio sussurri parole di consolazione e conforto. Lo Spirito Santo aleggi sulle acque, affinché siano fonte di vita e non luogo di sepoltura, e illumini le menti dei governanti perché, mediante leggi giuste e solidali, il Mare Nostrum, per intercessione di san Benedetto, patrono d’Europa, sia ponte tra le sponde della terra, oceano di pace, arco di fratellanza di popoli e culture. Preghiamo”. Sarà un modo per fare memoria e per esortare ogni cristiano a essere, sull’esempio del Santo patrono d’Europa, messaggero di pace e maestro di civiltà».
Secondo l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim), nei primi cinque mesi dell’anno sono morte nel Mediterraneo centrale 632 persone (+200% rispetto allo scorso anno), di cui 173 accertate e 459 disperse. Sono più di quattro al giorno, a cui purtroppo occorre aggiungere le vittime di altre rotte del mare, tra cui quelle delle Canarie che ha avuto una tremenda escalation nell’ultimo anno, e i tanti fratelli e sorelle morti lungo il deserto del Sahara, in Libia o nei Balcani.