Le pietre della fede è un viaggio, che ci accompagnerà ogni venerdì, tra i più o meno conosciuti edifici sacri in diocesi di Imola. Un modo per far conoscere e valorizzare chiese e santuari del nostro territorio, mettendone in luce storia e architettura.


La chiesa dedicata all’Assunzione di Maria Vergine sorge nella località di Renzuno, che da memorie del XIV e XVI secolo, risulta di diretto dominio del monastero di San Giovanni di Valsenio e appartenente alla curia o comune di Stifonte. Fin dal 1445 Renzuno ha ospitato anche un ospedale che è stato trasformato insieme al suo oratorio in una stalla dalla potente famiglia dei Ceroni. Sarà solo nella seconda metà del XVII secolo che Mario e Gianandrea Gentilini decidono di fare erigere una nuova chiesa. Attualmente si presenta con una struttura in sasso a vista e una facciata con volto a capanna, realizzata secondo uno stile sobrio ed elegante. La sola finestra di forma rettangolare sovrasta il portale di fattura lignea incorniciato in due archi incastonati l’uno dentro l’altro, tinteggiati di bianco; sono peraltro i soli elementi architettonici della facciata ad essere intonacati. L’interno si presenta con paraste di ordine ionico sostenenti uno spesso cornicione perimetrale; le pareti sono dipinte di bianco, fatta eccezione per la parte inferiore che è formata da sassi a vista. Il presbiterio, di forma rettangolare, è rialzato di un gradino rispetto all’assemblea dei fedeli ed è dotato di un altare maggiore in marmo; quello della cappella laterale, dalla pianta quadrata, è invece in legno, intagliato, marmorizzato e dorato. L’edificio è poi affiancato dal campanile a base rettangolare, la cui parte terminale è tinta di bianco. (foto di Giacomo Casadio)



Questa rubrica è tratta dall’omonimo libro “Le pietre della fede” edito da Il Nuovo Diario Messaggero.
Il volume riunisce in una visione d’insieme tutte le chiese destinate al culto pubblico del territorio della diocesi di Imola, offrendo una lettura della loro evoluzione architettonica e tipologica nel corso dei secoli, consentendo di scorrerle visivamente senza soluzione di continuità.
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