Comunicazione del 21/10/2021 di don Gabriele Tondini, incaricato diocesano per il Sinodo


Educarci all’ascolto è un passo che Papa Francesco chiede alla Chiesa in tutto il mondo. Nella Bibbia l’invito «Ascolta!» (Dt 6,4) è il comando fondamentale, il cuore della fede d’Israele, chiamato ad essere popolo dell’ascolto. «Ascoltate oggi la sua voce» ci richiama il salmo 94, facendo eco a tanti inviti dei profeti. Gesù è il Figlio amato che il Padre ascolta e invia all’uomo perché lo ascolti: il Messia dona l’udito ai sordi (Mc 7,31-37), guarisce un cuore indurito che non ascolta. La Chiesa, comunità in ascolto della Parola di Dio e dello Spirito, annuncia il Vangelo alle genti perché ascoltino e siano salvate: «quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi» (1Gv 1,3). Nell’incipit della costituzione dogmatica Dei Verbum, documento fondamentale per capire il percorso teologico del Concilio Vaticano II, troviamo un invito per tutta la Chiesa a ridare importanza all’atteggiamento del “religioso ascolto” della Parola di Dio. Dio parla attraverso il silenzio, la preghiera, la lettura della Parola, l’Eucarestia, i sacramenti in particolare la Confessione, l’accompagnamento spirituale, il magistero della Chiesa. Papa Francesco ci invita a considerare che a volte il Signore può manifestare la sua volontà anche attraverso l’ascolto di una persona o di un fatto, cioè della realtà che ci circonda. Dio parla anche attraverso la vita di tutti i giorni, fatta di persone e di avvenimenti lieti, tristi, facili, complicati. La sfida è cogliere cosa il Signore ci vuol dire e riuscire a farne una sintesi. Ci può essere utile, per creare il clima giusto e superare ritrosie e sfiducia nei confronti del Sinodo, richiamare alla memoria due brani della Scrittura. Il primo è l’incontro di Gesù con la donna cananea (Mt 15,21-28). Il Figlio di Dio che cammina sulle strade impolverate del mondo si imbatte in una donna insistente, oltretutto pagana, disperata per la sorte della figlia. Perché perdere tempo ad ascoltarla? L’insistenza della donna, tipica del mondo femminile, ha la meglio e Gesù finalmente la ascolta. Rimane sorpreso dall’atteggiamento di questa cananea, ne elogia la “grande fede” (v. 28) e forse, anche attraverso questo esercizio di ascolto di una donna pagana, Gesù è cresciuto nella consapevolezza di essere “luce delle nazioni” (Is 49,6), il messia inviato a tutti i popoli. Come vero Dio Gesù è vissuto nella piena comunione con il Padre, come vero uomo ha vissuto anche lui un cammino di crescita nell’autocoscienza della sua missione. Anche noi dobbiamo imparare che ascoltarci a vicenda ci fa crescere e che “perdere tempo” per ascoltare gli ultimi arricchisce la nostra umanità e il nostro cammino di fede. Il secondo brano è l’assemblea di Gerusalemme (At 15,1-30). La comunità cristiana è divisa: qualcuno vuole imporre il proprio modello culturale sugli altri, altri tornano dai viaggi missionari e raccontano la conversione dei pagani, personalità forti e autorevoli dentro la comunità discutono fra loro. «Allora si riunirono…» (v.6): quando sorge un problema la comunità si riunisce, le persone parlano, ci si ascolta, si giunge ad una decisione. Chi c’era? Il versetto 22 parla di “apostoli e anziani, con tutta la Chiesa”. Anche noi possiamo guardare a questo modello ecclesiale come una strada per affrontare i problemi e le sfide odierne, non imponendo soluzioni dall’alto, ma ascoltandoci reciprocamente per costruire le fondamenta di future decisioni. Osservando le norme sanitarie, anche a noi capiterà di trovarci «tutti insieme nello stesso luogo» (At 2,1), come il giorno di Pentecoste, convocati da papa Francesco per ascoltare Dio ascoltandoci.

Don Gabriele Tondini