Eucarestia, perché? è titolo scelto per la decennale eucaristica della parrocchia di San Giacomo Maggiore del Carmine. Giovedì 16 giugno la messa alle 20.30 celebrata dal vescovo Giovanni Mosciatti nella cattedrale di San Cassiano per il corpus domini proseguirà con la processione per le vie Bughetti, Verdi, Carducci (passando davanti al monastero di Santo Stefano e a Santa Caterina dove sarà ricordato il servo di Dio don Angelo Bughetti), via Nardozzi e via Emilia per poi entrare al Carmine.
La decennale è un’antica tradizione imolese. Ogni dieci anni una parrocchia del centro celebra la presenza di Cristo nell’Eucarestia. Per la parrocchia del Carmine questa è la nona decennale, ciò vuol dire che la tradizione prosegue da 90 anni: «In anni normali c’era sempre una preparazione di un certo tipo al gesto – spiega il parroco don Massimo Martelli -. A causa della pandemia siamo arrivati un po’ in ritardo con l’organizzazione, avendo saputo solo ad aprile che le processioni erano permesse».
Tuttavia la parte spirituale è stata curata. La comunità si è lasciata guidare da suor Marta Biasi, badessa delle Clarisse, che ha tenuto una catechesi sul tema eucaristico. «Ci siamo trovati davanti ad un uomo che, nelle sofferenze, ci ha amato enormemente – continua don Martelli -. Il Signore ci dona la sua sofferenza come segno di pace, così che anche noi troviamo nella sua sequela il modo di comportarci. Suor Marta ha sottolineato questo aspetto, indicandolo come alimento per l’uomo spirituale. Dal punto di vista comunitario ho notato che c’è un gruppetto di fedeli che ha scoperto l’Eucarestia quotidiana. Ricevere il corpo d Cristo cambia la vita perché dà entusiasmo. Cristo è il pane del cammino, in mezzo alle fatiche ti fa buttare il cuore oltre l’ostacolo e ti permette di assaporare i momenti di gioia. L’Eucarestia è fonte e culmine della nostra vita cristiana».
Anche ritrovare il gesto della processione, dopo due anni in cui sono state vietate, è un aspetto importante per don Martelli. «Auspichiamo una conversione in senso eucaristico delle nostre comunità, affinché i fratelli siano nella gioia e nell’abbondanza» conclude il parroco.