Carissimi giovani amici e amiche,

con questa lettera vorrei farvi una proposta. Però non vorrei rivolgermi soltanto a una quota d’età, ma vorrei parlare alla giovinezza che c’è in ogni persona. Si è giovani quando non ci si accomoda, ma si è tesi verso la realtà con il gusto di imparare quel che essa suggerisce sul nostro destino, sollecitando le domande che costituiscono il cuore dell’uomo e che aspettano una risposta. Ed è la continua ripresa della domanda che mantiene la giovinezza.
Papa Francesco riconosce che «un numero consistente di giovani, per le ragioni più diverse, non chiedono nulla alla Chiesa perché non la ritengono significativa per la loro esistenza. Alcuni, anzi, chiedono espressamente di essere lasciati in pace, poiché sentono la sua presenza come fastidiosa e perfino irritante. Anche se ci sono giovani che sono contenti quando vedono una Chiesa che si mostra umilmente sicura dei suoi doni e anche capace di esercitare una critica leale e fraterna, altri giovani chiedono una Chiesa che ascolti di più, che non stia continuamente a condannare il mondo. Non vogliono vedere una Chiesa silenziosa e timida, ma nemmeno sempre in guerra per due o tre temi che la ossessionano. Per essere credibile agli occhi dei giovani, a volte ha bisogno di recuperare l’umiltà e semplicemente ascoltare, riconoscere in ciò che altri dicono una luce che la può aiutare a scoprire meglio il Vangelo».
La Chiesa si mantiene giovane se si lascia interrogare e stimolare dalla sensibilità dei giovani. Per questo vorremmo aprire un cantiere per prestarci ascolto e camminare insieme. Sabato 5 novembre avremo la possibilità di incontrare il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente dei vescovi italiani e di dialogare con lui. Vogliamo presentargli le domande che abbiamo più in cuore, ascoltare ed essere ascoltati. Per questo chiedo a tutti i giovani che desiderano rivolgere una domanda di inviarla alla mia email: g.mosciatti@chiesacattolica.it.
Ringrazio tutti coloro che vorranno riflettere, preparare le domande e partecipare, invitando tutti gli amici.

Con amicizia,
Giovanni Mosciatti