Dopo oltre vent’anni di rotazione della presenza nelle chiese della città, la celebrazione della ricorrenza di San Giuseppe lavoratore sarà celebrata nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo in Selva, frazione di Lugo, con il programma che viene riportato qui di seguito. Il Coordinamento di Lugo dell’Ufficio Diocesano della Pastorale del Lavoro ha pensato di “forzare” i rigidi confini territoriali e proporre una modalità di gemellaggio, tramite i locali Circoli Acli e con l’assenso dei rispettivi vicariati, che prevede una celebrazione congiunta, appunto, in programma alle 10 del 1° maggio nella chiesa di San Lorenzo, in via dei Bartolotti 9.
La santa messa sarà celebrata dal parroco don Angelo Vistoli e al termine il responsabile provinciale dell’as-sociazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti, intratterrà brevemente i presenti sul tema I beni confiscati alle mafie, occasione di riscatto sociale e di lavoro professionale e qualificato.
Concluderanno la celebrazione la consueta benedizione di macchine agricole e di moto-autovetture e un aperitivo offerto dai Circolo Acli di Lugo e di San Lorenzo.
La riflessione su un tema inerente il mondo del lavoro ha indotto i promotori ad affrontare aspetti che creano spesso scalpore e indignazione: il fenomeno mafioso in genere, i riflessi che lo stesso ha sull’economia e sulla pacifica convivenza nei territori, i patrimoni che vengono accumulati attraverso attività criminose. Fermarsi a queste valutazioni dimostra certo senso di responsabilità morale, ma trascura quanto oggi si può fare per ridare vita e dignità a beni e imprese che sono stati e sono continuamente sequestrati alle mafie ma rimangono spesso inutilizzati e sottoutilizzati rispetto ai loro potenziali.
A volte ci viene proposto l’acquisto di una bottiglia di olio o di vino che presenta la caratteristica di provenire da una cooperativa sociale costituita da un’associazione di Libera Terra e che gestisce terreni confiscati e rimessi in produzione con matrice legalitaria. Ma questa non rappresenta che una minima parte di una grande realtà sulla quale manca molto spesso adeguata informazione circa i rimedi che si possono porre a quanto la malavita organizzata distrugge, e non solo nelle regioni che sono da noi bollate frettolosamente con lo stigma dell’illegalità, ma anche nella nostra, che pure dovrebbe avere gli anticorpi necessari e sufficienti per potersi dichiarare estranea al fenomeno mafioso.
Ma non è così! E su questo tema introdurrà Carlo Garavini, coordi-natore di Libera per la provincia di Ravenna: attraverso l’enunciazione di episodi e di indicatori che rappre-sentano il fenomeno mafioso anche nelle nostre terre, potremo renderci conto di quanto possiamo fare per creare occasioni di lavoro buono per giovani e disoccupati e dargli continuità attraverso l’organizzazione di imprese rilevanti sotto gli aspetti sia economici, sia sociali. Un altro modo per creare condivisione e coesione facendo crescere buoni frutti da un terreno che l’avidità e il malaffare avevano inaridito. Le leggi e le procedure per attivare politiche attive esistono: occorre un impegno determinato per dar loro corpo e consistenza, e questo rappresenta l’impegno civile di cui è doveroso farsi carico anche nello spirito della pastorale del lavoro.

Raffaele Clò, ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro – Coordinamento di Lugo