Con questo avviso si apre la rubrica settimanale Finestra sul Giubileo, che ci accompagnerà per tutto l’anno. Potremo trovare indicazioni sui luoghi, sugli avvenimenti, sulle tappe del nostro pellegrinaggio e approfondimenti per poter vivere la grazia di questo cammino giubilare.
In questo primo numero cerchiamo di capire cosa è l’indulgenza, che è uno dei grandi doni del Giubileo.
Come sappiamo per esperienza personale, il peccato lascia il segno, porta con sé delle conseguenze: non solo esteriori, in quanto conseguenze del male commesso, ma anche interiori, in quanto ogni peccato, anche veniale, provoca un attaccamento malsano alle creature, che ha bisogno di purificazione. Dunque permangono, nella nostra umanità debole e attratta dal male, dei “residui del peccato”. Essi vengono rimossi dall’indulgenza, sempre per la grazia di Cristo. Tale esperienza piena di perdono non può che aprire il cuore e la mente a perdonare.
(FRANCESCO, Spes non confundit, 23).
L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto riceve per intervento della Chiesa. Libera dalla pena temporale dovuta per i peccati per sé stesso o per i defunti a modo di suffragio.
Ogni indulgenza richiede determinate condizioni stabilite dalla Santa Sede.
Oltre alle azioni richieste nel tempo e nel modo stabilito, nei giorni che precedono o seguono, il fedele deve:
– celebrare la confessione sacramentale;
– ricevere la comunione eucaristica;
– pregare secondo le intenzioni del Sommo Pontefice (Padre nostro e Ave Maria).
La prossima settimana ci soffermeremo su alcune celebrazioni a cui è concessa l’indulgenza plenaria nell’anno giubilare 2025 e che sono state indicate dalla Penitenzieria Apostolica con le “Norme sulla concessione dell’indulgenza durante il Giubileo ordinario dell’anno 2025”.
Gli eventi
Grande partecipazione nella serata di sabato 11 gennaio a Lugo per la celebrazione che anche nella città della Bassa Romagna ha di fatto aperto il Giubileo della speranza. Dopo il ritrovo al Pavaglione, il pellegrinaggio guidato dal vescovo Giovanni Mosciatti ha raggiunto il santuario della Madonna del Molino per la santa messa. «”Pellegrini di speranza” è il motto dell’anno santo che abbiamo appena iniziato, ma è anche la realtà che descrive tutta la nostra vita – le parole del vescovo Mosciatti -. Si cammina, anzi ci si affretta nel cammino, come i pastori del Vangelo, che andarono senza indugio dopo l’annuncio dell’angelo perché in quella notte accadde una speranza inattesa».