«Chiamato a sollevare in alto, nessuno sa sollevare lo sguardo» (Osea 11,7) Così il profeta, vissuto nell’VIII secolo a.C., racconta lo sbandamento spirituale e civile del suo popolo che di lì a poco sarà deportato e reso schiavo dagli Assiri, sparendo letteralmente dalla storia.
Certamente, a differenza di quella porzione di popolo ebraico, il nostro popolo proseguirà il suo cammino. Ma è tangibile la sua difficoltà ad affrontarlo a testa alta, certo della propria tradizione religiosa e civile e con fiducia il proprio futuro.

La 47esima giornata
È una consapevolezza tranquillamente rintracciabile nel messaggio che i nostri vescovi ci hanno inviato per la 47esima Giornata per la vita, incentrato com’è nell’invito a reagire al relativismo etico che sta tentando di sommergerci.
È “speranza” la parola che ci sprona. Ed è, non a caso, la parola chiave del Giubileo, ma che dovrebbe costituire la spinta positiva per ogni persona, credente o meno. Lucidamente, di fronte alle tante «stragi di innocenti» che segnano purtroppo le cronache di tutti i giorni, i vescovi mettono in rilievo – tra le altre stragi – quella culturale della denatalità, cioè il rifiuto di diventare genitori, e quella sociale della permanenza della legge abortiva che, nel nostro Paese, ha spento sul nascere la vita – dal 1978 ad oggi – di 6 milioni di concepiti.
Per questo i nostri vescovi affermano, al punto 7 del loro messaggio, che «l’impegno per la vita interpella innanzitutto la comunità cristiana, chiamata a fare di più per la diffusione di una cultura della vita e per sostenere le donne alle prese con gravidanze difficili da portare avanti».

Il nostro impegno
Abbiamo aderito a questo fin dalla nostra nascita nel 1981. E che si è concretizzato sia in campo culturale ed educativo che nell’aiuto e nel sostegno, non solo economico, alle mamme tentate dall’aborto. Infatti, da allora sono tanti i bimbi salvati, compresi i 146 nati in Diocesi anche grazie alla collaborazione di tutto il mondo cattolico. E che intendiamo proseguire anche proponendo il gesto educativo e testimoniale della Primule per la vita che saranno offerte domenica 2 febbraio in tutte le parrocchie della nostra Diocesi per il sostegno a distanza, tramite il Progetto Gemma del Movimento per la Vita italiano, delle madri in difficoltà per motivi economici.
Sarà un gesto di carità e di solidarietà, di sostanza, verso «i poveri più poveri», come li definiva Santa Madre Teresa di Calcutta, che eviterà il dramma dell’uccisione dei bimbi e la tragedia del rimorso perenne alle loro madri. Per l’occasione in cattedrale il vescovo celebrerà la messa delle 18.
Il direttivo del Movimento per la Vita di Lugo