Carissimi, quest’anno le solenni Rogazioni in onore della Beata Vergine del Piratello accadono in un momento davvero straordinario della nostra vita. Dopo il dolore e la grande tristezza per la morte di papa Francesco il Signore non ci ha lasciato come “pecore senza pastore” e ci ha donato Leone XIV con cui vogliamo percorrere ancora questo tempo di grazia del grande Giubileo 2025. L’invito alla speranza ne è proprio il messaggio centrale: «Per tutti possa essere un momento di incontro vivo e personale con il Signore Gesù, “porta” di salvezza (cfr. Gv 10,7.9) e “nostra speranza” (1Tm 1,1)».
Nel latino rogare vuol dire pregare, chiedere aiuto, protezione, liberazione dal male. Ne abbiamo proprio bisogno. Per questo, questa settimana, possiamo guardare a Maria nostra Madre ed affidare a Lei tutta la nostra vita perché Maria è la più alta testimone della speranza.
In Lei vediamo come la speranza non è appena un ottimismo, ma dono di grazia nel realismo della vita.
Ai piedi della croce, mentre vedeva Gesù innocente soffrire e morire, pur attraversata da un dolore straziante, ripeteva il suo “sì”, senza perdere la speranza e la fiducia nel Signore. In tal modo Ella cooperava per noi al compimento di quanto suo Figlio aveva detto, annunciando che avrebbe dovuto “soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere” (Mc 8,31), e nel travaglio di quel dolore offerto per amore diventava Madre nostra, Madre della speranza.
Quando il sommo poeta Dante dice di Lei che è “Speranza di fontana vivace” dice della speranza certa che nelle burrascose vicende della vita la Madre di Dio viene sempre in nostro aiuto, ci sorregge e ci invita ad avere fiducia e a continuare a sperare, sempre.
Desideriamo affidare a Beata Vergine del Piratello le preoccupazioni, i dolori, le attese. Sono certo che tutti, in questi giorni, specialmente quanti soffrono e sono tribolati, potranno sperimentare la vicinanza della più affettuosa delle mamme, che mai abbandona i suoi figli, Lei che per il santo Popolo di Dio è “segno di sicura speranza e di consolazione”.
E mentre affidiamo a Maria il servizio di papa Leone, Pastore della Chiesa universale, imploriamo dalla sua intercessione il dono della pace, il sostegno e il conforto per chi soffre, la grazia, per tutti noi, di essere testimoni del Signore Risorto.
mons. Giovanni Mosciatti,
vescovo della Diocesi di Imola