Domenica prossima 14 settembre il cammino del Giubileo vivrà un momento molto particolare. Papa Leone terrà la commemorazione dei nuovi martiri e testimoni della fede nella basilica di San Paolo fuori le mura. È proprio papa Leone che ci aiuta a comprendere cosa vuol dire essere “testimoni della fede”. Domenica scorsa, alla canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e di Carlo Acutis ha detto: «Il rischio più grande della vita è quello di sprecarla al di fuori del progetto di Dio. Anche Gesù, nel Vangelo, ci parla di un progetto a cui aderire fino in fondo. Dice: “Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo” (Lc 14,27); e ancora: “Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo” (v. 33). Ci chiama, cioè, a buttarci senza esitazioni nell’avventura che Lui ci propone, con l’intelligenza e la forza che vengono dal suo Spirito e che possiamo accogliere nella misura in cui ci spogliamo di noi stessi, delle cose e delle idee a cui siamo attaccati, per metterci in ascolto della sua parola. […] Quanti santi e sante potremmo ricordare! A volte noi li raffiguriamo come grandi personaggi, dimenticando che per loro tutto è cominciato quando, ancora giovani, hanno risposto “sì” a Dio e si sono donati a Lui pienamente, senza tenere nulla per sé. Sant’Agostino racconta, in proposito, che, nel “nodo tortuoso e aggrovigliato” della sua vita, una voce, nel profondo, gli diceva: “Voglio te”. E così Dio gli ha dato una nuova direzione, una nuova strada, una nuova logica, in cui nulla della sua esistenza è andato perduto».

A cura di monsignor Giovanni Mosciatti