Questa settimana il cammino del Giubileo ci fa guardare a coloro che, anche accanto a noi, soffrono la povertà. Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo ha invocato speranza in modo accorato per i miliardi di poveri che spesso mancano del necessario per vivere. Di fronte al susseguirsi di sempre nuove ondate di impoverimento, c’è il rischio di abituarsi e rassegnarsi. Ma non possiamo distogliere lo sguardo da situazioni tanto drammatiche, che si riscontrano ormai ovunque, non soltanto in determinate aree del mondo. Incontriamo persone povere o impoverite ogni giorno e a volte possono essere nostre vicine di casa. Spesso non hanno un’abitazione, né il cibo adeguato per la giornata. Soffrono l’esclusione e l’indifferenza di tanti. È scandaloso, dice ancora il papa, che in un mondo dotato di enormi risorse, destinate in larga parte agli armamenti, i poveri siano la maggior parte, miliardi di persone. Oggi sono menzionati nei dibattiti politici ed economici internazionali, ma per lo più sembra che i loro problemi si pongano come un’appendice, e al momento dell’attuazione concreta, rimangono frequentemente all’ultimo posto. Non dimentichiamo: i poveri, quasi sempre, sono vittime, non colpevoli.
Facendo eco alla parola antica dei profeti, il Giubileo ricorda che i beni della Terra non sono destinati a pochi privilegiati, ma a tutti. È necessario che quanti possiedono ricchezze si facciano generosi, riconoscendo il volto dei fratelli nel bisogno. Penso in particolare a coloro che mancano di acqua e di cibo: la fame è una piaga scandalosa nel corpo della nostra umanità e invita tutti a un sussulto di coscienza.
Desideriamo anche noi condividere queste parole ed invitiamo tutti domenica 16 novembre alle ore 16 ai Cappuccini a condividere un pomeriggio ad un Festa insieme organizzata dalla Caritas diocesana.