Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano. Gli atti del suo martirio raccontano di atroci torture inflittele dal prefetto Pascasio, che non voleva piegarsi ai segni straordinari che – attraverso di lei – Dio stava mostrando. Proprio nelle catacombe di Siracusa è stata ritrovata un’epigrafe marmorea del IV secolo, che è la testimonianza più antica del suo culto. Già nel 384 sant’Orso le dedicava una chiesa a Ravenna, papa Onorio I poco dopo un’altra a Roma. Oggi la santa è venerata in tutto il mondo. A Imola si fa festa grande nella chiesa di San Lorenzo in San Carlo, nella quale vi è un altare a lei dedicato.
Ne facciamo memoria con un dipinto (1603) di Guglielmo Tellarini (Massa Lombarda, 1560-1630) nella chiesa della Conversione di San Paolo Apostolo in Massalombarda.