È stato annunciato e poi atteso, ora non resta che viverlo. Domenica 24 ottobre 2021, a 750 anni dalla dedicazione della basilica cattedrale di Imola a San Cassiano Martire, comincia «l’anno di grazia giubilare», come l’ha definito il vescovo Giovanni Mosciatti nel suo messaggio a tutti i fedeli della diocesi.
L’apertura, letteralmente, avverrà alle 18 quando si aprirà la porta santa della cattedrale e verrà celebrata la santa messa sarà presieduta da sua eminenza reverendissima il cardinale Mauro Gambetti, nato e cresciuto proprio a Imola.
La celebrazione potrà essere seguita in presenza e in diretta streaming attraverso la pagina Facebook e sul canale YouTube del settimanale diocesano Il Nuovo Diario Messaggero.

Inoltre per l’evento sono state stampate anche due guide disponibili in cattedrale: la prima per la celebrazione liturgica dell’apertura del giubileo, la seconda (dall’evocativo titolo Pietre vive) propone un percorso devozionale per i pellegrinaggi in cattedrale.
La porta santa sarà poi richiusa fra un anno, il 23 ottobre 2022, con la santa messa presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna.

Il significato: un periodo di grazia e riconciliazione
Il giubileo ha origine dalla tradizione ebraica che fissava, ogni 50 anni, un anno di riposo della terra, la restituzione delle terre confiscate e la liberazione degli schiavi. Per segnalare l’inizio del giubileo si suonava un corno di ariete, in ebraico yobel, da cui deriva il termine giubileo. Si tratta di un periodo speciale di grazia dedicato alla remissione dei peccati, alla riconciliazione e alla conversione. Quello straordinario viene indetto in occasione di qualche avvenimento di particolare importanza e la sua durata varia da pochi giorni ad un anno. Questa indulgenza aperta a tutti, il papa la concede sotto determinate condizioni ai fedeli. Il rito più conosciuto del giubileo è l’apertura solenne della porta santa: si tratta di una porta il cui passaggio simboleggia il percorso straordinario verso la salvezza che è Cristo.
(Dall’opuscolo Pietre vive)