Riportiamo il messaggio per la Diocesi di Imola del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, proiettato per la Giornata mondiale della Pace l’1 gennaio 2025. Qui il video dell’intervento: https://youtu.be/KKI8zqjMuiE

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace. Di pace ne abbiamo veramente bisogno. Saluto i nostri fratelli e sorelle di Imola, saluto il vostro vescovo e i vostri sacerdoti, tutti voi che siete venuti per pregare, riflettere, ma anche operare per la pace. Abbiamo bisogno di pace, a Imola ma soprattutto qui in Terra Santa.
Abbiamo finito ormai più di un anno di guerra profonda, che ha lacerato gli animi in maniera mai vista prima, molto profonda, sia per le entità della violenza che anche per l’entità di odio, di rancore, che nei gesti, nel linguaggio trovano un’espressione incredibile, purtroppo. Ed è molto difficile allora parlare di pace in maniera credibile, soprattutto qui in Terra Santa, ma proprio per questo dobbiamo pregare per la pace, ma anche operare e lavorare per la pace.
In questo momento assistiamo all’impotenza della comunità internazionale, delle organizzazioni, delle varie istituzioni politiche e religiose che hanno mostrato la loro incapacità nel fermare questa deriva.
Abbiamo visto tanti giochi di potere, grandi e piccoli. Ma se ci pensiamo bene, i giochi di potere, grandi e piccoli, li troviamo in tutti i contesti della vita, anche nelle nostre famiglie, a volte nelle nostre comunità, nei vari contesti. Credo che la pace debba cominciare allora innanzitutto da noi, in questo periodo in cui inizia il giubileo, che significa rinuncia dei debiti e riconciliazione delle relazioni. Ecco, dobbiamo fare il giubileo innanzitutto personalmente, riconciliarci con noi stessi, essere capaci di perdonare, farci perdonare e poi costruire la pace nelle nostre relazioni. Dobbiamo farlo anche quando sembra tutto perduto, ma non è tutto perduto. Anche qui. Ci sono tante persone, tante organizzazioni, movimenti, gruppi, associazioni, israeliani, palestinesi, cristiani, ebrei, musulmani, ci sono. C’è nel territorio tanta gente che non vuole arrendersi a questa situazione di odio, di rancore, di vendetta e di disprezzo. Se le istituzioni sono deboli e hanno mostrato tutta la loro debolezza, usando anche tanto potere e tanta violenza, perché la violenza è sempre frutto di debolezza e di insicurezza, c’è anche tanta gente che opera con fermezza e con coraggio, perché pace richiede coraggio. Gente che con coraggio ha voglia di tenere vive le relazioni e scommettere, nonostante tutto, sull’altro. Sono un piccolo segno, un piccolo gesto dal quale dobbiamo partire.
Una volta una persona mi disse «Ci sono ancora tante persone qui che vogliono una pace, dobbiamo cercarle, tenerle vicine perché verrà il momento in cui avremo bisogno di loro». La guerra sembra che stia per finire, forse quando vedrete questo messaggio ci sarà già l’accordo o comunque sarà molto vicino l’accordo per un cessate il fuoco, però la pace richiederà ancora molto tempo per ricostruire ciò che questa guerra ha distrutto, nelle relazioni più ancora che nelle infrastrutture, e avremo bisogno allora del vostro aiuto, del vostro sostegno, della vostra vicinanza. Accompagnandoci con la vostra preghiera ma anche con la vostra presenza qui per aiutarci a ricostruire, ricucire, sanare i debiti, tantissimi debiti che questa guerra ha creato nelle nostre relazioni, per poter voltare pagina e ricominciare. Nulla è impossibile per chi ha fede, la fede è la capacità di vedere anche ciò che gli occhi della carne non riescono più a vedere, vedere oltre questa realtà, la fede trascende questa realtà. Noi vogliamo vedere già ora ciò che il futuro ci aspetta nella fede e abbiamo bisogno di persone da Imola come da tante altre parti del mondo che ci aiutino a vedere una realtà di pace per poterla poi poco alla volta costruire. Grazie, buon Natale e buon anno a tutti voi.