In un tempo segnato da conflitti, parole violente e ferite ancora aperte, la pace non è uno slogan, ma un impegno quotidiano da rinnovare. È da questa consapevolezza che ogni anno nasce la Marcia della Pace in Diocesi di Imola, in programma il primo dell’anno, un appuntamento che unisce fede, testimonianza e responsabilità civile, inserendosi nella Giornata Mondiale della Pace, istituita da Papa Paolo VI e giunta alla sua 59ª edizione nel 2026.
L’appuntamento è fissato per martedì 1° gennaio alle 16.30 in piazza Matteotti. Da qui prenderà avvio il primo momento dell’evento, dedicato all’ascolto e alla riflessione. Saranno trasmesse testimonianze forti e attuali: quella di un seminarista originario di Imola Davide D’Alessandro, oggi volontario a Kharkiv, in Ucraina, a pochi chilometri dal fronte, e quella di padre Damiano Puccini, missionario in Libano. Due voci diverse, unite dalla stessa domanda “che cosa significa parlare di pace quando la guerra è una realtà quotidiana?”.
Accanto a queste, verrà proposto anche un appello del Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, legato a un’iniziativa solidale a favore della scuola Effetà di Betlemme, sostenuta dall’Ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica. Dalla piazza partirà poi la marcia lungo la via Emilia, passando per via Don Bughetti, fino a raggiungere la cattedrale, dove si celebrerà la santa messa presieduta dal vescovo Mosciatti.
«Il vero significato è nel messaggio che vogliamo consegnare» sottolinea Roberto Capucci, presidente della Consulta diocesana per l’Apostolato dei Laici che promuove l’appuntamento. Il riferimento è al Messaggio di Papa Leone XIV “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”. Un testo che va letto in profondità: «Certo, chiediamo la fine delle guerre e il disarmo. Ma come cristiani sappiamo che la pace vera comincia prima dal disarmo dei cuori» continua Capucci.
È una pace che riguarda il linguaggio, i gesti quotidiani, il modo di stare nelle relazioni. «Se continuiamo a offenderci, a odiarci, a usare parole che feriscono nessun trattato di disarmo potrà essere davvero efficace. La caratteristica del cristianesimo è voler la pace tra le nazioni, ma soprattutto volerla dentro di noi».
Alla marcia parteciperanno anche realtà del territorio, come il Coordinamento regionale dei Comitati per la Pace della Romagna, riconoscibili dalla bandiera arcobaleno con la scritta “Pace”. Un contributo che arricchisce il cammino, pur nella diversità degli accenti.
Anche Lugo in preghiera per la pace
In contemporanea, anche Lugo vivrà questa giornata con una modalità diversa ma complementare: le messe saranno celebrate nelle chiese del centro alle 18, per poi convergere in corteo verso il Pavaglione, dove verranno letti brani del messaggio del papa.
La Marcia della Pace non è riservata a pochi, né solo a chi frequenta abitualmente la Chiesa. È un invito aperto, che interpella credenti e non credenti, perché «se non impariamo a vivere la pace ogni giorno, difficilmente potremo testimoniarla al mondo».