«Ci occorrono Vescovi capaci di sentire il battito delle loro comunità e dei loro sacerdoti, anche a distanza: sentire il battito. Pastori che non si accontentano di presenze formali, di incontri di tabella o di dialoghi di circostanza». Sono le parole rivolte da papa Francesco ai vescovi di recente nomina durante l’udienza di ieri, giovedì 12 settembre, in cui il Santo Padre ha incontrato, tra gli altri, il vescovo di Imola monsignor Giovanni Mosciatti.
«La vicinanza del Vescovo non è retorica – ha proseguito il pontefice -. Non è fatta di proclami autoreferenziali, ma di disponibilità reale. Dio ci sorprende e spesso ama scombussolare la nostra agenda: preparatevi a questo senza paura. La prossimità conosce verbi concreti, quelli del buon Samaritano: vedere, cioè non guardare dall’altra parte, non far finta di nulla, non lasciare le persone in attesa e non nascondere i problemi sotto il tappeto. Quindi farsi vicini, stare a contatto con le persone, dedicare tempo a loro più che alla scrivania, non temere il contatto con la realtà, da conoscere e abbracciare».
Una descrizione della figura e del ruolo del vescovo che ben si sposa con l’indirizzo che monsignor Mosciatti ha voluto dare alla propria opera pastorale: una Chiesa in uscita, che non si fermi alle porte della sagrestia. Un ideale messo in pratica dal vescovo imolese, impegnato concretamente sul territorio per conoscere, incontrare e dialogare con tutte le realtà della Diocesi, civili e religiose.
«Apostoli dell’ascolto, che sanno prestare orecchio anche a quanto non è gradevole sentire – ha concluso il suo intervento papa Francesco -. Per favore, non circondatevi di portaborse e yes men… i preti “arrampicatori” che cercano sempre… no, per favore. Non bramate di essere confermati da coloro che siete voi a dover confermare. Sono tante le forme di vicinanza alle vostre Chiese. In particolare vorrei incoraggiare visite pastorali regolari: visitare frequentemente, per incontrare la gente e i Pastori; visitare sull’esempio della Madonna, che non perse tempo e si alzò per andare in fretta dalla cugina».