Le pietre della fede è un viaggio, che ci accompagnerà ogni venerdì, tra i più o meno conosciuti edifici sacri in diocesi di Imola. Un modo per far conoscere e valorizzare chiese e santuari del nostro territorio, mettendone in luce storia e architettura.


 La chiesa dedicata all’Assunta e ubicata in via Di Sesto, esistente già dal XV secolo, viene ricostruita per la prima volta nel secolo XVII con campanile annesso. La stessa torre campanaria subirà ulteriori rifacimenti nel 1864-66, con anche l’aggiunta dell’orologio nel 1936. Questo primo edificio misurava 25 x 7 metri, compresi il presbiterio e il coro, dotato di battistero e di un interno a volto con tre altari: oltre a quello maggiore, vi erano quelli dedicati alla Madonna del Rosario e a Sant’Antonio di Padova, a cui se ne aggiunse un quarto in onore della Madonna della Neve. Tuttavia il seicentesco appena descritto non è quello giunto fino a noi, poiché è crollato in seguito ai danni provocati dalla seconda guerra mondiale e tutto ciò che attualmente rimane della vecchia chiesa, altro non sono che gli ovali in legno dei Misteri del Rosario. L’attuale edificio viene nuovamente eretto nel 1954 su disegno dell’architetto Cosentino che prevede anche la costruzione del campanile, collocato sulla sinistra, vicino all’abside, dotato  di guglia con croce luminosa e di tre campane. I tre altari che vi erano inizialmente sono stati eliminati durante i lavori di ricostruzione, nel corso dei quali è stato rifatto anche il pavimento. Dietro l’altare maggiore, sulla parete di fondo, è posta la ceramica raffigurante la Madonna Assunta, mentre altre statue sono intitolate alla Madonna del Rosario e alla Vergine Addolorata. Interessanti la via crucis in ceramica, il Crocifisso in legno e il mosaico che decora l’altare maggiore e il battistero. (foto di Giacomo Casadio)



Questa rubrica è tratta dall’omonimo libro “Le pietre della fede” edito da Il Nuovo Diario Messaggero.
Il volume riunisce in una visione d’insieme tutte le chiese destinate al culto pubblico del territorio della diocesi di Imola, offrendo una lettura della loro evoluzione architettonica e tipologica nel corso dei secoli, consentendo di scorrerle visivamente senza soluzione di continuità.
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