Le pietre della fede è un viaggio, che ci accompagnerà ogni venerdì, tra i più o meno conosciuti edifici sacri in diocesi di Imola. Un modo per far conoscere e valorizzare chiese e santuari del nostro territorio, mettendone in luce storia e architettura.


La chiesa intitolata a Sant’Eustachio è sita nella località di Mordano, così denominata per l’abbondante presenza nella zona di gelso, detto appunto morus, da cui il nome stesso. Originariamente sorgeva 1 km a nord-ovest, dove attualmente si erge la chiesa di San Francesco; da alcuni documenti quattrocenteschi si apprende però che nel corso del XIV secondo i mordanesi hanno deciso di costruire entro l’abitato un nuovo tempio che solo in un secondo momento ha assunto la titolazione di Sant’Eustachio. Questa struttura coincide con la chiesa odierna, innalzata nel 1766 in stile neoclassico; l’autore del progetto è sconosciuto, ma in canonica è conservato un prospetto del tempio firmato da un certo architetto Ricciarelli. La chiesa è ad un’unica navata, con sei cappelle, tre per ogni lato, ognuna delle quali è contraddistinta da altari in scagliola diversi l’uno dall’altro. Nella prima cappella a sinistra è conservata una tela raffigurante il battesimo di Gesù e questa era inizialmente la sede del battistero, oggi collocato nell’abside; nella terza cappella a sinistra vi è invece un pregevole dipinto di Zampa che rappresenta i santi Eustachio, Sebastiano e Rocco. In fondo all’abside campeggia l’immagine della Madonna delle Grazie, attribuibile alla scuola bolognese. Nella chiesa, il cui interno è caratterizzato da colonne con capitelli di ordine dorico, vi è anche una statua dell’Addolorata, opera in cartapesta dei fratelli faentini Graziani, alcuni dipinti raffiguranti altri santi e i quadretti della via crucis appesi alle colonne stesse. (foto di Giacomo Casadio)


  

Questa rubrica è tratta dall’omonimo libro “Le pietre della fede” edito da Il Nuovo Diario Messaggero.
Il volume riunisce in una visione d’insieme tutte le chiese destinate al culto pubblico del territorio della diocesi di Imola, offrendo una lettura della loro evoluzione architettonica e tipologica nel corso dei secoli, consentendo di scorrerle visivamente senza soluzione di continuità.
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2022-03-29T08:38:31+02:00
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