Marino, nobile ufficiale dell’esercito imperiale, avrebbe dovuto essere nominato centurione. Accusato di essere cristiano da un collega, che voleva quella carica, fu condotto dal giudice che gli concesse tre ore di tempo per riflettere. Il vescovo Teocteno allora lo condusse in chiesa davanti ad un altare e, indicandogli la spada che portava, gli domandò di scegliere tra la spada e il Vangelo. Tre ore dopo, Marino fu condannato alla decapitazione. Il senatore Asterio, pur conscio del rischio che stava correndo, tentò di dargli sepoltura: perciò ne condivise il martirio.
Ne facciamo memoria con un dipinto settecentesco di ambito emiliano, che li raffigura nel momento del martirio, nella chiesa parrocchiale di Castel Bolognese.
MV